Intervista a Giancarlo Biserna, autore del romanzo “L’Ultimo Libro”.

Intervista a Giancarlo Biserna, autore del romanzo “L’Ultimo Libro”.

Giancarlo Biserna è nato a Forlì nel 1947. Ha lavorato in banca per trentasette anni esercitando vari ruoli, e poi nel sindacato bancari dove ha occupato incarichi anche di rilievo nazionale. Ha svolto attività politica ed è stato tra i promotori del percorso Mani Pulite in Italia insieme ad Antonio Di Pietro. L'ultimo ruolo politico significativo è stato quello di Vicesindaco di Forlì. “L'Ultimo Libro” (Il Cerchio, 2022) è il suo primo romanzo.
 
«Ci presenta la sua opera “L'Ultimo Libro”? A che genere letterario appartiene?»
E' un romanzo “di preveggenza”. Scruta un futuro prossimo in una visione da “Ultimi Giorni” per questo nostro mondo corrotto. E' un cammino verso un Nuovo Cristianesimo, la cui attesa, che coincide con la ricerca della verità, è il senso ultimo  del libro. Il genere è apocalittico, ma non in assoluta, in quanto la teologia è mischiata a fatti di vita reale con i suoi intrighi di varia natura, non escluso il sesso. 
 
«Dal suo romanzo: “Dopo avere sperimentato il Regno del Covid e quello del dopo Covid, ancora più malvagio del primo, come facciamo a non capire che questo mondo non può più andare avanti così. Ed abbiamo paura ed allora, da questa paura diffusa, se vogliamo uscirne, bisognerà pure che qualcuno ce le apra queste porte oltre la paura, e noi essere pronti a valicare anche limiti invalicabili”. Padre Peter, una delle intense presenze del suo libro, afferma questa frase in cui è condensata la preoccupazione per la salvezza del genere umano. Nell'opera è il protagonista Amos a indicare la giusta direzione, e nel mondo reale, invece, chi o cosa potrà aiutarci secondo lei?»
Appunto! Oggi nel mondo reale non può aiutarci nessun “umano”.  Siamo andati oltre le nostre forze e possibilità. Occorre un intervento sovrumano che ci rispieghi perché siamo qua. In sostanza è necessario un Ritorno, interiore o addirittura  esteriore, visibile, chiaro  alla “Toccami Tommaso”.
 
 
«Lo storico e saggista Franco Cardini ha scritto l'introduzione alla sua opera, in cui afferma: “La salvezza, in tempi nei quali il genere umano si è scoperto composto di uomini e donne ma non è riuscito a comprendere e a vivere la complementarità di questi due generi se non come diversità e opposizione, verrà forse da una nuova coppia di progenitori spirituali, un Adamo e un'Eva postmoderni: non arcaici, certo, però senza dubbio archetipici. Lui porta il nome fatidico di Amos, il terzo dei dodici “profeti minori”, colui che profetizzò la rovina del regno ebraico settentrionale nato dalla scissione istituzionale e territoriale post salomonica, il regno d'Israele. Lei porta il nome benaugurante di Alba”. Vuole descriverci più nel dettaglio questi due interessanti personaggi?»
Ho cercato di fare capire che in partenza Alba ed Amos sono due come noi, con tutti i nostri limiti e peccati, di cui tra l'altro fanno bella mostra. Ma nel profondo però sono attraversati da una profonda inquietudine che li porta a vivere la vita sempre alla ricerca di qualche confine da superare. Ma anche nel loro caso evidenzio che sono chiamati. Da chi? Dal caso, dal non caso, dal caso e dal non caso insieme? La sostanza è che giorno dopo giorno accettano sempre di più questo destino sino alla fine, per cui vince il “Non Caso”.
 
«La sua opera è ambientata in parte nel Monastero di Monte Manto, situato sull'Appennino fra la Toscana e la Romagna. È un posto realmente esistente o ha tratto ispirazione da un altro luogo della spiritualità?»
Si, anche se il luogo è inventato, nella sostanza può far pensare a Camaldoli ed all'Eremo sia  sotto l'aspetto della spiritualità, sempre in cammino,  sia sotto quello descrittivo dei luoghi, tra cui emerge la foresta.
«Che cos'è la “milleunesima possibilità” di cui si parla nel libro
La milleunesima possibilità è quella che è al di la del confine. Noi viviamo in un pacchetto di mille possibilità in cui siamo confinati, tutto compreso, e le scambiamo per libertà. Ma di libertà lì dentro non c'è niente, sono delle opportunità che ci sono state date, per cui viviamo in quella prigione. La milleunesima è quella che ci dà la libertà vera ed ultima, ma non è per tutti. Ocorre faticarsela, ed il cammino è durissimo, soprattutto per Alba e per Amos.
«Nell'opera si fa riferimento a due figure importanti: San Pellegrino Laziosi, Santo forlivese, e Padre David Maria Turoldo. Lei ha affermato che nel testo si parla dell'incontro fra la vecchia fede e il meglio della nuova. Vuole spiegarci i motivi della sua affermazione
Sì. La teologia nuova su cui far rinascere il Cristianesimo deve partire dalla fede dei padri, della tradizione, dei rosari, del timor di Dio, ma non deve fermarsi lì, deve cogliere anche il meglio della teologia moderna e post moderna che ha attualizzato ed attualizza le Scritture. E San Pellegrino da Forlì e Padre David Maria Turoldo possono essere i cardini di questo Nuovo Cristianesimo. Come arrivarci? Il romanzo cerca la risposta, o meglio, la milleunesima risposta.
 
«Pensa di scrivere un seguito della storia raccontata nel romanzo “L'Ultimo Libro” o ha in cantiere altri progetti
No, un seguito non ci sarà. E' L'Ultimo Libro. Sto scrivendo un racconto breve che si pone anche questo alla ricerca della verità attraverso però  la guerra in Ucraina, guardando il pensiero di due Grandi Scrittori russi. Il titolo è emblematico “Alla Trattoria della Via Lunga con Dostoewskji, Tolstoj e Don Arturo.
 
 
Contatti
https://it-it.facebook.com/people/Giancarlo-Biserna/100008477746117/
http://www.ilcerchio.it/
 
Link di vendita online
https://ilcerchio.it/l-ultimo-libro.html
https://www.ibs.it/ultimo-libro-libro-giancarlo-biserna/e/9788884746399?lgw_code=1122-B9788884746399&gclid=Cj0KCQjw39uYBhCLARIsAD_SzMSsdUOrDek1iz_nrB9evTGFLWzVGl7c3HK1-l9w2tOzh8odlipypKgaAjXMEALw_wcB
 

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