Iva 21%: Cosa aumenta e di quanto?
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20/09/2011 | Nightguide
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La manovra finanziaria ha portato al 21% l'Iva su tutti quei beni e quei servizi che in precedenza erano tassati al 20%. Significa che dal 16 settembre, tutti i prodotti che non hanno la cosiddetta Iva agevolata (al 4 o al 10%), costano un po' di più: in pratica un euro in più ogni 120 euro di spesa.
Anche se si tratta pur sempre di aumenti (che in questo periodo di crisi certo non favoriscono la ripresa dei consumi) è facile comprendere che stiamo parlando di rincari piuttosto modesti e che riguardano solo alcune categorie di prodotti. Ci sono però giunti, in questi pochi giorni dall'entrata in vigore della legge, diverse segnalazioni di aumenti arbitrari nei negozi, spesso ben più alti del reale aumento dell'Iva e soprattutto su beni e servizi che non sono interessati dalla modifica normativa.
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Cosa costa di più
Ma quali sono i prodotti sui quali è cambiata l'Iva? Vale la pena ricordare che tutti i prodotti alimentari (verdure, ortaggi, legumi, latte latticini e derivati, carni) non sono soggetti agli aumenti previsti nella manovra; ma anche i giornali, le prestazioni sanitarie, cinema e spettacoli in genere, i taxi e i libri hanno aliquote ferme al 4 e al 10% oppure sono esenti da Iva. Nessuna brutta sorpresa neanche in bolletta: energia elettrica e gas per riscaldamento rimarranno con l'aliquota agevolata al 10%.
Nella tabella che segue abbiamo raggruppato alcune categorie di prodotti e servizi per i quali sono previsti aumenti d'imposta e altri che invece rimarranno invariati.
Occhio all'aumento
Tuttavia, come si diceva, anche per quei prodotti interessati dalla manovra, gli aumenti sono piuttosto contenuti e, sulle piccole spese, persino irrisori. Alcuni esempi? Se un caffè al bar costerà sempre uguale (quindi se qualcuno approfitta per aumentarlo non è certo colpa dell'Iva), una confezione di caffè al supermercato, invece, potebbe costare circa di 2 centesimi di euro in più. Stesso impatto anche per una bottiglia di Coca Cola (sempre del supermercato), mentre su una bottiglia di vino da 3 euro il rincaro non supera i 3 centesimi. Su un orologio Swatch non raggiungiamo i 50 centesimi, mentre bisogna pensare a un prodotto costoso come l'iPhone 4 (a prezzo pieno) per raggiungere a fatica i 5,50 euro. Aumenti di altra entità o arrotondamenti eccessivi sono decisamente ingiustificati. Se li vedete sugli scaffali, meglio cambiare negozio.
Fonte: altroconsumo.it
Anche se si tratta pur sempre di aumenti (che in questo periodo di crisi certo non favoriscono la ripresa dei consumi) è facile comprendere che stiamo parlando di rincari piuttosto modesti e che riguardano solo alcune categorie di prodotti. Ci sono però giunti, in questi pochi giorni dall'entrata in vigore della legge, diverse segnalazioni di aumenti arbitrari nei negozi, spesso ben più alti del reale aumento dell'Iva e soprattutto su beni e servizi che non sono interessati dalla modifica normativa.
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Cosa costa di più
Ma quali sono i prodotti sui quali è cambiata l'Iva? Vale la pena ricordare che tutti i prodotti alimentari (verdure, ortaggi, legumi, latte latticini e derivati, carni) non sono soggetti agli aumenti previsti nella manovra; ma anche i giornali, le prestazioni sanitarie, cinema e spettacoli in genere, i taxi e i libri hanno aliquote ferme al 4 e al 10% oppure sono esenti da Iva. Nessuna brutta sorpresa neanche in bolletta: energia elettrica e gas per riscaldamento rimarranno con l'aliquota agevolata al 10%.
Nella tabella che segue abbiamo raggruppato alcune categorie di prodotti e servizi per i quali sono previsti aumenti d'imposta e altri che invece rimarranno invariati.
Occhio all'aumento
Tuttavia, come si diceva, anche per quei prodotti interessati dalla manovra, gli aumenti sono piuttosto contenuti e, sulle piccole spese, persino irrisori. Alcuni esempi? Se un caffè al bar costerà sempre uguale (quindi se qualcuno approfitta per aumentarlo non è certo colpa dell'Iva), una confezione di caffè al supermercato, invece, potebbe costare circa di 2 centesimi di euro in più. Stesso impatto anche per una bottiglia di Coca Cola (sempre del supermercato), mentre su una bottiglia di vino da 3 euro il rincaro non supera i 3 centesimi. Su un orologio Swatch non raggiungiamo i 50 centesimi, mentre bisogna pensare a un prodotto costoso come l'iPhone 4 (a prezzo pieno) per raggiungere a fatica i 5,50 euro. Aumenti di altra entità o arrotondamenti eccessivi sono decisamente ingiustificati. Se li vedete sugli scaffali, meglio cambiare negozio.
Fonte: altroconsumo.it
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